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REFERENDUM DI CAMPI, CHE CAMBIA? PDF Stampa E-mail
Scritto da marco   
Tuesday 04 December 2007
Risalgono solo a ieri i plausi al risultato del referendum di Campi, risultato importante ma non decisivo nella lotta contro lo scempio inceneritorista…ora a un giorno di distanza ci troviamo a commentare le parole dell’odioso Renzi Matteo, presidente della provincia di Firenze, che dichiara candidamente come le posizioni espresse dalla consultazione campigiana non spostino una virgola rispetto alla decisione di realizzare l’impianto di case passerini
Risalgono solo a ieri i plausi al risultato del referendum di Campi, risultato importante ma non decisivo nella lotta contro lo scempio inceneritorista…ora a un giorno di distanza ci troviamo a commentare le parole dell’odioso Renzi Matteo, presidente della provincia di Firenze, che dichiara candidamente come le posizioni espresse dalla consultazione campigiana non spostino una virgola rispetto alla decisione di realizzare l’impianto di case passerini; sì, perché da un lato il referendum ha valore solo consultivo e quindi non vincolante rispetto le decisioni dell’amministrazione (comunale e provinciale), dall’altro il nostro Matteo ha tenuto a sottolineare la “parzialità” di questi risultati poiché al voto si sarebbero recati solo il 31% circa degli aventi diritto, numeri che spingono il nostro eroe a dichiarare “io sto con quel 69% che non ha votato”, dando per scontato che chi non ha votato fosse stato naturalmente schierato per il si...e quindi l’inceneritore a detta di lor signori (di comune e provincia) si farà…Vien da ripensare che i 680.000 euro spesi dalla provincia per avvallare le ragioni del “si” avrebbero potuto essere spesi in maniera sicuramente più proficua, non tanto alla luce della vittoria del “no”, quanto piuttosto perché comunque le decisioni riguardo l’impianto e la sua realizzazione erano già state prese, nonostante tutto e tutti; non sarebbe cambiato nulla nemmeno se avessero votato l’80% degli aventi diritto.
Di Fronte allo scenario che si sta prefigurando mi sembra d’obbligo il dover notare che se da un lato l’esperienza referendaria può essere stata un passo –più o meno importante- verso un ripensamento della politica dei rifiuti in Toscana, da sola, e le parole di Renzi lo dimostrano, non può bastare per invertire quel trend che aldilà dei buoni propositi di circostanza dimostra come la volontà dell’amministrazione regionale vada nella direzione dell’incenerimento a discapito di soluzioni e cicli più virtuosi. La politica sta dimostrando per l’ennesima volta quale sia la sua natura ed il suo vero scopo, quello di mastino dei poteri economici (gli inceneritori muovono discrete somme di denaro) a discapito di quelli che sono i reali bisogni degli individui; a fronte di questo stato di cose risulta secondo me stringente il bisogno di rilanciare quella conflittualità sul territorio che incentivi quel protagonismo popolare che sarebbe l’unica possibilità per impedire fattivamente la realizzazione in certi casi, l’ampliamento in altri, di impianti dannosi per l’ambiente e nocivi per l’uomo…Vicenza, Venaus, Acerra, insegnano quanto sia necessario mettere in campo menti e corpi al fine di far valere le proprie ragioni nei confronti di quella politica di vertice completamente sganciata dai reali bisogni sociali. Non siamo il popolo del “no” o meglio, lo siamo quando si tratta di opporre rifiuto alle nocività tutte (ambientali e sociali), ma siamo pronti a diventare il popolo del “sì” qualora la direzione da intraprendere sia quella che vada nella direzione di un ripensamento dei cicli produttivi, quindi di una riduzione della produzione dei rifiuti, del loro riutilizzo, del loro riciclo. Non diciamo solo “no”, ma proponiamo anche alternative. L’unico “no” forte e chiaro che si evince da questa storia è quello del potere, che si oppone con forza al sorgere dal basso di un nuovo modo di fare politica in maniera orizzontale e non mediata, realmente popolare e “rappresentativa” dei bisogni e della volontà degli individui.
Nell’ottica di questo nuovo fermento, la possibilità che si crei una lista civica che tenti di intercettare i malumori antinceneritoristi (s’e n’è vociferato dopo le parole di Renzi) risulta secondo me una scelta suicida, in quanto vorrebbe dire entrare nelle pastoie di un sistema politico che ha nelle sue dinamiche tutti gli strumenti per metabolizzare, depotenziare e volgere a suo favore ogni afflato di dissenso. A bere ci si ubriaca. Rifiutare il potere per costruire una nuova politica ed una nuova società è condicio sine qua non si ricadrebbe soltanto in errori gia fatti. Non facciamo come Penelope. Non costruiamo di giorno per disfare la notte.
CONTRO TUTTE LE NOCIVITA’!!!

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